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Chi non dovrebbe assumere la fisetina?

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Chi non dovrebbe assumere la fisetina? Scopri a cosa serve, dove si trova, quanta se ne può assumere e dove trovarla come integratore.

Dove si trova la fisetina?

La fisetina si trova in quantità elevate in vari frutti, come fragole, mele, manghi, cachi, kiwi e uva, in alcuni vegetali come pomodori, cipolle e cetrioli, nelle noci e nel vino.

Quanta fisetina posso assumere?

Il livello di dose è elevato in termini assoluti, come ci si potrebbe aspettare per un flavonoide. L’approccio abituale per scalare le dosi stimate dagli studi sui topi alle prime sperimentazioni umane porta a 500 mg al giorno per cinque giorni per un umano di 60 kg.

I sintomi dell’abuso di fisetina

Essendo la fisetina presente principalmente nelle fragole, le controindicazioni legate a questo frutto, uno degli alimenti con il più alto potere allergizzante, valgono anche per la sostanza presente in esso.

Un loro abuso potrebbe portare sintomi a livello cutaneo o della mucosa orale come orticaria, formicolio alla bocca, difficoltà respiratorie e mal di pancia. In casi rari può portare febbre, dermatiti fino ad arrivare all’ostruzione dei bronchi.

Chi non dovrebbe assumere la fisetina

La fisetina dovrebbe essere assunta con cautela da chi soffre di ulcera, gastrite e colite, mentre chi soffre di diabete può mangiarla, ma con moderazione. Le donne in gravidanza devono lavare le fragole in cui è presente con estrema cura per evitare il rischio toxoplasmosi in quanto questo frutto cresce a terra e può venire a contatto con concimi animali. È comunque sempre consigliabile chiedere il parere del medico prima di consumarlo. Infine, deve essere assunta con moderazione da chi soffre di calcoli renali o alla cistifellea poiché le fragole contengono acido ossalico.

Quali sono le funzioni della fisetina

Diversi studi hanno documentato i potenziali effetti terapeutici della fisetina che agisce su una gamma diversificata di importanti bersagli molecolari coinvolti nella patogenesi dell’Alzheimer, dei tumori e di altre malattie. Rallenta inoltre l’invecchiamento, protegge da stress e infiammazioni e può migliorare i sintomi della depressione.

Relativamente all’ambito oncologico, questa sostanza è un potente antiossidante e inibisce drasticamente la crescita delle cellule tumorali attraverso meccanismi che includono l’arresto del ciclo cellulare.

La fisetina migliora anche la salute del cervello e la memoria e può anche proteggere dall’ictus e dall’Alzheimer. Uno studio del Salk Institute for Biological Studies ha osservato come una dose quotidiana di questa sostanza possa essere in grado di arginare il declino cognitivo legato alla malattia neurodegenerativa senza però interferire con la formazione delle placche amiloidi a livello cerebrale. Queste evidenze suggeriscono la possibilità di intraprendere nuovi percorsi per il trattamento dei sintomi dell’Alzheimer.

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Fonti

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Written by Andrea

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